Marco Roveda nasce nel cuore di Milano, a Porta Romana, nel 1951. La sua carriera scolastica oscilla tra l'amore per la ricerca teorica e quello per la realizzazione pratica, concreta. Si iscrive al liceo scientifico, si diploma come geometra, ma è l'interesse per l'architettura che lo spinge alle prime realizzazioni professionali. A vent'anni fonda un'impresa di costruzioni e due anni più tardi ne costituisce una seconda. A 22 anni si ritrova già titolare di due imprese edili, con quaranta dipendenti.
A 27 anni ha già una discreta ricchezza, conseguita in base al modello trasmesso dal "sistema": "Studia che poi lavori, lavora che poi guadagni, guadagna che poi sei felice".
Invece, trova soltanto la gratificazione materiale. Decide così di dare una svolta alla propria vita. La sua personale ricerca della felicità gli fa capire che, per essere felice, doveva dare un senso alla sua vita e il senso lo trova cercando di promuovere un mondo migliore.
Significa una civiltà ricca di valori e d'ideali.
Dal 1978 abbraccia l’agricoltura biodinamica e dal 1981 diviene eco imprenditore. Con Fattoria Scaldasole, nata nell'86, si rivolge a quella che allora era una nicchia di persone già pronte a recepire un nuovo messaggio. Attraverso un prodotto alimentare, un prodotto quindi di largo consumo, vicino alla gente, diffonde coscienza ecologica e una filosofia di vita.
Con lo yogurt non vendeva solo un prodotto sano, prodotto biologicamente, ma proponeva, attraverso questo prodotto, un nuovo modo di guardare al mondo, ai consumi, all'ambiente, cercando di proporre dei valori.
Nel 1997, Marco Roveda riceve il premio di Imprenditore dell'anno per la categoria "Qualità della vita". Nel 1998, anno in cui vende la sua azienda, 1 ettaro su 15 in Italia era coltivato in modo biologico e in breve tempo oltre 60.000 aziende, ispirate dal modello di successo di Scaldasole, hanno cominciato a produrre e a trasformare prodotti biologici. “Migliaia di quintali di pesticidi e prodotti chimici in meno sul nostro Paese, quindi nel cibo e nella nostra acqua da bere”, sottolinea lo stesso Roveda, ripercorrendo la sua storia.
Terminata l’esperienza di Scaldasole, nasce il desiderio di continuare ad impegnarsi, non più solo attraverso un prodotto, ma a 360 gradi. Non più lavorando solamente nel mercato, ma con le persone. Dopo due anni di riflessioni su "come fare?", si concretizza il nuovo progetto: nella primavera del 2000 nasce l’idea LifeGate, presentata nel settembre 2001 e subito assurta a piattaforma del mondo eco-culturale, centro di aggregazione delle persone e delle aziende che vogliono far propri i princìpi dell'etica, dell'amore, della sostenibilità.
Nel 2002 riceve per LifeGate il premio Cenacolo-Rcs per l’Editoria e l’Innovazione, “per aver saputo individuare un ventaglio di temi per uno stile di vita – si legge nella motivazione - estremamente attuale e in rapida espansione, costituito da scelte culturali, di acquisto e di consumo, proponendosi come punto di riferimento per un pubblico ampio”.
LifeGate si espande in ogni sua dimensione, come network (radio, portale, magazine) e come advisor per lo sviluppo sostenibile (Impatto Zero, LifeGate Energy…).
Nel 2008 Marco Roveda riceve da Fondazione Schwab e World Economic Forum il premio internazionale “Social Entrepreneur of the Year”, che individua i migliori imprenditori sociali in trenta nazioni diverse.