
"Perché ce la faremo"
Non è una domanda e non è un'aspirazione, è una certezza. Questa è l'idea centrale attorno alla quale ruota la visione che Marco Roveda, il fondatore di LifeGate, ha della realtà contemporanea.
Perché ce la faremo
Ponte alle Grazie, 2004
Alcuni concetti chiave dal libro-manifesto di LifeGate
Le tre P
"People", "planet" e "profit" sono tre concetti alla base di una più vasta visione dei bisogni primari dell'uomo e di una ridefinizione del rapporto tra profitto ed etica.
"People", la gente, è il soggetto senza il quale non saremmo qui neppure a fare questo ragionamento, la gente non è il mezzo, è il fine. La soddisfazione dei bisogni della gente, il rispetto dei singoli esseri umani, l'attenzione alla qualità dell'esistenza devono essere il fulcro di qualsiasi ragionamento e iniziativa. La gente siamo noi.
"Planet", il pianeta, è il teatro di questa nostra esistenza, senza la Terra non c'è la vita, almeno non come la intendiamo noi oggi. È la terra su cui camminiamo e abitiamo, è l'aria che respiriamo, è il cibo che mangiamo, è l'acqua di cui viviamo. Se non prendiamo in considerazione i bisogni del pianeta, miniamo la base stessa della nostra esistenza. Oggi non possiamo più vivere alle spalle dell'ecosistema.
"Profit", il profitto, è quanto permette di soddisfare i bisogni primari legati alla sopravvivenza, è indispensabile per vivere nella società contemporanea. Ma è arrivato il momento di renderci conto che il profitto da solo non basta. Senza le altre due P, senza prendere in considerazione sia la gente che il pianeta, non c'è armonia di vita. Non c'è neanche vita.
People, planet e profit sono strettamente collegati tra loro, come anelli di una catena. I bisogni della gente vanno soddisfatti nell'ambito del pianeta, grazie al profitto, che non è fine a se stesso ma è finalizzato a rispondere alle esigenze della gente e non può quindi prescindere dalle necessità del pianeta, senza il quale non ci sarebbe profitto e neppure gente.
Le tre E
Etico, ecosostenibile ed equosolidale. Perché, allora, non unire la finalità di realizzare profitto, fondamentale nel sistema in cui viviamo attualmente, con i valori e gli obiettivi che hanno sempre caratterizzato le imprese a sfondo etico e impegnato, ampliando il concetto di "fine di lucro" anche a quelle imprese che vogliono operare conformemente a dei valori senza per questo rinunciare alla possibilità di consentire a se stesse e, di conseguenza, ai propri dipendenti di guadagnare quanto necessario per vivere nel mondo d'oggi?
Perché non auspicare imprese condotte da imprenditori che usino cuore e cervello, che siano razionali ma allo stesso tempo sensibili e dotati di valori e di ideali? Condurre un'impresa facendo sì che produca un equo profitto e allo stesso tempo produca cose positive per il benessere della gente e del pianeta è possibile!
Etico, ecosostenibile, equosolidale, diventano così principi ispiratori non solo di una politica economica di imprese no profit, soprattutto nei confronti di paesi del terzo mondo, ma diventano una linea guida anche per aziende normalmente inserite nei circuiti produttivi nazionali, per operare conformemente a una impostazione capace di venire incontro alle necessità della gente, nel rispetto di valori che rispettino il capitale ambientale e la dignità delle persone.
Visita il sito dedicato